Appunti per i medici e per i giudici
l'età ossea non è l'età cronologica

Presunti minorenni, attenti
Come risolvere il problema degli anni
quando l'adolescente non ha documenti


di Ivan Nicoletti



Come può fare un magistrato ad accertare se un ragazzo è maggiorenne o minorenne, in assenza di documenti. Cosa deve fare il medico, cui il magistrato si rivolge, per definire l’età anagrafica.
Alla domanda del giudice
"Dica il consulente tecnico se il soggetto H.M. abbia un’età minore, uguale o superiore agli anni 18", firmato: Il sostituto procuratore della Repubblica B.C. Una tale richiesta rivolta a un medico sta diventando sempre più frequente per la presenza di un numero non indifferente di giovani, in gran parte extracomunitari, che avendo commesso atti contrari alla legge dichiarano di essere minorenni, senza poterlo provare perché privi di documenti di riconoscimento.
Tribunale per minori o per adulti?
Il magistrato deve decidere se il caso è di competenza del Tribunale per i minori oppure del Tribunale degli adulti. Come si sa è di competenza del Tribunale per i minori se il ragazzo ha meno di 18 anni. Si sa anche quanto sia grande la differenza per un giovane tra l’essere affidato al Tribunale per i minori e l’essere trattenuto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria che si occupa degli adulti. Se il giovane sostiene, ad esempio, di avere 17 anni, con la semplice osservazione il magistrato non può capire se egli dice il vero. Il magistrato rivolge quindi la domanda al medico nominato consulente tecnico, sapendo che i medici attraverso una radiografia della mano (o di altri segmenti ossei) possono determinare una età ossea. Dal nome, il magistrato desume che questa corrisponda all’età anagrafica. Ma non è così.
Esami e indagini
L’età ossea non è l’età anagrafica. E’ allora impossibile conoscere l’età anagrafica di un soggetto attraverso esami medici? E’ possibile, ma in termini di probabilità e a condizione che non ci si basi soltanto sull’età ossea. Quindi, una prima considerazione è la seguente: la domanda formulata dal magistrato - riportata all’inizio - andrebbe completata, aggiungendo "compiendo gli esami e le indagini necessarie". E non andrebbe mai posta una domanda come la seguente: "Accerti il consulente tecnico l’età ossea del ...".
Una perizia completa
Per comprendere bene il fondamento teorico di queste affermazioni dobbiamo addentrarci in alcune considerazioni tecniche. Le caratteristiche fisiche che possiamo utilizzare sono varie, principalmente: 1. la statura, 2. le proporzioni del corpo (in particolare fra segmento superiore e segmento inferiore), 3. lo sviluppo dei caratteri sessuali, 4. il grado di maturazione scheletrica.
Quattro variabili
1. La statura può fornire qualche elemento di valutazione se si conosce la curva di crescita, preferibilmente fin dai primi anni di vita o almeno quella degli ultimi quattro-cinque anni e se si può calcolare la cosiddetta statura bersaglio, cioè la statura che il soggetto dovrebbe raggiungere, con una data probabilità, sulla base della statura dei genitori (per questo calcolo è, quindi, necessario conoscere la statura dei genitori).
2. Qualche indicazione di massima può derivare dal rapporto fra statura seduta e statura totale, poiché esso varia con l’età: il margine di incertezza derivante da tale esame è però molto elevato.
3. Il grado di sviluppo raggiunto dai caratteri sessuali è in rapporto con l’età. Tuttavia l’ampiezza del campo di variazione è rilevante. Ad esempio, nei maschi lo sviluppo pilifero al pube nel 10% dei casi già a 13 anni è prossimo a quello adulto.
4. Il grado di maturazione scheletrica, normalmente indicato come età ossea o scheletrica, può fornire utilii indicazioni, ma sempre in termini di probabilità. Intanto, è bene intendersi su che cosa significhi età ossea. Quando si dice che un ragazzo ha, ad esempio, l’età ossea di anni 9, si vuole dire che la maturazione del suo scheletro è uguale o molto vicina a quella presente mediamente nei ragazzi di anni 9. La parola chiave per comprendere tutto il ragionamento è mediamente.
In un buon numero di casi i ragazzi di 9 anni mostrano quel dato grado di maturazione ossea, ma ve ne sono altri, sempre di 9 anni, che - in percentuale non trascurabile - hanno un grado di maturazione più avanzato o più ritardato. Questo vuol dire che se esamino un ragazzo di cui ignoro l’età anagrafica e mi risulta di età ossea pari ad anni 9, non posso assolutamente affermare che egli ha un’età anagrafica di anni 9: potrei affermarlo con un buona approssimazione solo se sapessi che egli ha uno sviluppo maturativo medio. Ma chi può dirlo? Se quel soggetto, per ragioni genetiche, costituzionali, ha una maturazione anticipata, avrà come età anagrafica meno di 9 anni, ne potrebbe avere 8 o 7 o anche meno; il contrario se ha una maturazione ritardata. A questa considerazione se ne deve aggiungere un’altra che riguarda le differenze fra i vari metodi di valutazione della maturazione scheletrica. Il risultato varia a seconda del metodo impiegato. Uno studio di Silvano Milani mostra che le differenze fra risultati di metodi di accertamento diversi possono essere rilevanti. Per esempio se l'età ossea assegnata è di 15 anni, esiste una probabilità superiore al 20% che il soggetto abbia un’età anagrafica inferiore ad anni 14 se il metodo impiegato è quello di Greulich e Pyle; se il metodo impiegato è invece il TW-XX (metodo di Tanner, 20 ossa) la probabilità che quel ragazzo abbia meno di 14 anni sale al 48%; con altri due metodi successivi tale probabilità diventa rispettivamente del 50.5 e del 37.8. In generale i ragazzi che interessano il magistrato sono adolescenti, in fase puberale più o meno avanzata. Se in questi casi, si registra un’età ossea pari ad anni 18 o 19 (a seconda del metodo la completa maturazione scheletrica è data a 18 o a 19 anni) il soggetto potrebbe avere benissimo un’età anagrafica di 16-17 anni come un’età anagrafica di 18-19 o più anni. Come si vede il magistrato farà bene a non chiedere l’età ossea perché di per sé non gli servirebbe a niente; sarà tuttavia corretto chiedere una consulenza con la domanda che abbiamo riportato all’inizio. Il medico, consulente tecnico, dovrà valersi di tutte le indicazioni che l’esame delle caratteristiche prima ricordate potrà fornirgli e non dovrà indicare semplicemente una età anagrafica, ma svolgere tutte le considerazioni utili per una indicazione di età anagrafica, dicendo al tempo stesso quale probabilità ha l’età anagrafica indicata di corrispondere alla realtà.

articolo di Ivan Nicoletti
(gennaio-aprile 1997)
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